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	<title>Unione Italiana Saronno</title>
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	<description>Ricominciamo insieme con la forza dell&#039;esperienza. Vota Gilli.</description>
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		<title>Tanti auguri da tutti noi!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 11:12:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il segretario Gianfranco Librandi e tutto lo Staff di Unione Italiana augurano un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti Voi e alle Vostre famiglie!



Ce la puoi fare &#8211; Scegli prima l&#8217;Italia &#8211; Per le Festività Natalizie potete ancora richiedere la vostra copia gratuita autografata. Scrivete una mail a segreteria@unioneitaliana.org , specificando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Il segretario Gianfranco Librandi e tutto lo Staff di Unione Italiana augurano un Sereno Natale e un Felice Anno Nuovo a tutti Voi e alle Vostre famiglie!<br />
<a href="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/12/Auguri%20di%20Natale%202011.jpg"></a><br />
<a href="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/12/auguri-ui.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1023" title="auguri ui" src="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/12/auguri-ui.jpg" alt="" width="843" height="410" /></a></p>
<p><a href="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/12/Immagine-Libro-GFL.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1020" title="Immagine-Libro-GFL" src="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/12/Immagine-Libro-GFL.jpg" alt="" width="690" height="503" /></a></p>
<p>Ce la puoi fare &#8211; Scegli prima l&#8217;Italia &#8211; Per le Festività Natalizie potete ancora richiedere la vostra copia gratuita autografata. Scrivete una mail a <a href="mailto:segreteria@unioneitaliana.org">segreteria@unioneitaliana.org</a> , specificando il vostro nome, cognome e recapito postale. Vi aspettiamo!</p>
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		<title>La manifestazione di Sabato 15 ottobre: le maledette zone d’ombra</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 19:35:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un legittimo diritto, quello di manifestare, che s’incrocia con sincere e giustificate paure per il futuro, nonostante il tema che ha portato a questa crisi economica, andrebbe trattato in aule universitarie piuttosto che nelle strade.
Abbiamo visto come in tutto il mondo siano scesi in piazza pacificamente diversi gruppi anticapitalisti, senza causare alcun incidente.
L’unica città messa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un legittimo diritto, quello di manifestare, che s’incrocia con sincere e giustificate paure per il futuro, nonostante il tema che ha portato a questa crisi economica, andrebbe trattato in aule universitarie piuttosto che nelle strade.<br />
Abbiamo visto come in tutto il mondo siano scesi in piazza pacificamente diversi gruppi anticapitalisti, senza causare alcun incidente.<br />
L’unica città messa a ferro e fuoco è in Italia, come se nella nostra patria esistesse una voragine in grado di inghiottire tutto, da una sub-cultura che alimenta la spirale fatta di ideologie fallite, a politiche incapaci di parlare alla gente.</p>
<p>E sabato abbiamo visto sfilare a Roma tutti coloro che avevano qualcosa da reclamare contro le istituzioni: dai No-Tav ai gruppi filo-palestinesi;<strong> in un groviglio pieno di zone d’ombra.</p>
<p></strong>Immagino che negli scontri di Roma, si siano trovati in mezzo molti ragazzi che non avevano nessuna volontà di creare disordini, ma ritengo che molte delle persone scese in piazza sabato non abbiano ancora deciso “se stare con lo stato o coi black bloc” ; persone che che non vogliono assumersi responsabilità e che non si preoccupano di organizzare  manifestazioni impermeabili a gruppi delinquenziali.</p>
<p>Perchè se i “black bloc” erano davvero poche centinaia, come molti politici si sono affrettati ad analizzare e condannare , in modo che tanto assomiglia ad un alibi, come mai nessuno a pensato di espellerli per tempo?</p>
<p>Purtroppo, in una situazione di totale ambiguità, dove le censure del post disastro occultano la comoda tolleranza della vigilia, è facile dire che i giovani hanno ragione, quando nessuno, tra maggioranza e opposizione ha idee chiare su cosa fare per loro.<br />
L’unica idea chiara che abbiamo è di una nazione fragile, incapace di affrontare la violenza di piazza, come in una democrazia immatura.<br />
E di una società piena di giovani di buona fede, alla quale si mescolano facilmente, a causa della debolezza di questo stato, violenti e delinquenti.</p>
<p>Siamo davvero sicuri che vogliamo esportare “questa democrazia”? Quando non siamo nemmeno in grado di garantirla nella nostra Patria.</p>
<p> Fabio Paticella</p>
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		<title>Ricordo del Maggiore CC. Nobile Risi</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:22:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Ho appreso della dipartita del Maggiore Nobile Risi, che resse la Compagnia dei Carabinieri di Saronno dal 1995 al 2002. Ebbi modo di conoscerlo al di là dell&#8217;ufficialità; ricordo ancora il giorno in cui il 7 settembre 2002, fu accolto a sorpresa nella sede provvisoria del Municipio, in Via Stampa Soncino, dove, alla sua insaputa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/10/Nobile_Risi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1013" title="Nobile_Risi" src="http://www.uisaronno.it/wp-content/uploads/2011/10/Nobile_Risi.jpg" alt="" width="624" height="305" /></a></p>
<p>Ho appreso della dipartita del <strong>Maggiore Nobile Risi</strong>, che resse la <strong>Compagnia dei Carabinieri di Saronno dal 1995 al 2002. Ebbi modo di conoscerlo al di là dell&#8217;ufficialità; ricordo ancora il giorno in cui il 7 settembre 2002</strong>, fu accolto a sorpresa nella sede provvisoria del Municipio, in Via Stampa Soncino, dove, alla sua insaputa, l&#8217;Amministrazione aveva organizzato un momento di saluto e di congedo per lui, che era stato trasferito ad Eboli. </p>
<p>Visibilmente (e piacevolmente) commosso, il <em><strong>&#8220;Capitano&#8221; </strong></em>ricevette dalle mie mani una medaglia saronnese, a compendio dei sette anni trascorsi in città alla guida della Compagnia dei Carabinieri. </p>
<p>Ma alla commozione subentrò presto un attacco di allegria e di bonomia, così caratteristiche in quell&#8217;Ufficiale, caldo e amabile nell&#8217;approccio, ma di una grande professionalità nell&#8217;Arma; rievocò alcuni episodi della sua permanenza in Saronno e  si disse felice del lavoro qui fatto, tanto da poter affermare con certezza di lasciare un territorio in buone condizioni. </p>
<p>Lo aspettava una terra più difficile, alla quale si avviava comunque con determinazione ed un ricco bagaglio di esperienza. </p>
<p>La sera, casualmente, ci incontrammo con le rispettive famiglie in una pizzeria; in un clima più disteso e confidenziale, parlò delle difficoltà del trasloco e del trasferimento per i suoi cari, soprattutto per la figlia, che si doveva staccare dalla scuola e dalle amicizie; una vita raminga, quella del Carabiniere, incidente sulla stabilità familiare. Nondimeno, ci salutò affettuosamente e con la curiosità di affrontare una nuova tappa della sua carriera, proseguita in modo onorevole e proficuo. </p>
<p>Ora che ha raggiunto immaturamente la pace e ha deposto la sciabola dopo l&#8217;ultimo saluto, fedele tra i fedeli, lascia il ricordo di un <strong>uomo buono, <em>pater familias</em></strong> in circostanze difficili, da cui sapeva districarsi con l&#8217;innato buon senso. </p>
<p>Lo ricorderò con stima e mi unisco al cordoglio della sua famiglia.</p>
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		<title>travi, pagliuzze e le vergogne del Grande Fratello</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:13:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In vista dell’imminente seduta del Consiglio Comunale, qualche accenno all’ultimo (con un po’ di rirardo): alle 23.30, il Presidente introduce un argomento di notevole rilevanza, il Piano Acustico; mi limito ad osservare che, anche per rispetto al Consulente lì presente ed in paziente attesa, sarebbe meglio trattare di questo punto la sera dopo, in prosecuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In vista dell’imminente seduta del <strong>Consiglio Comunale</strong>, qualche accenno all’ultimo (con un po’ di rirardo): alle 23.30, il Presidente introduce un argomento di notevole rilevanza, il Piano Acustico; mi limito ad osservare che, anche per rispetto al Consulente lì presente ed in paziente attesa, sarebbe meglio trattare di questo punto la sera dopo, in prosecuzione di seduta già convocata, quando si è freschi e ben disposti. Non vengo ascoltato e me ne vado.</p>
<p>Qualche giorno dopo, vengo a sapere di caustiche dichiarazioni del Sig. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sindaco</strong></span>, il quale – con quel cipiglio <span style="color: #ff0000;"><strong>ormai insopportabile</strong></span> con cui si mette sul piedestallo &#8211; mi ammonisce e mi intima di <em>vergognarmi</em> per essere arrivato in ritardo (alle 21.30) alla seduta e per essermi assentato prima del tempo senza avere dato spiegazioni sul Piano acustico; il solito linguaggio dell’inquisitore nato, di chi si sente l’Unto del Signore e parla di sé alla terza persona singolare, come<strong> Giulio Cesare</strong>, del moralista tartufesco.</p>
<p>Orbene:</p>
<p>1)    non rispondo al Sig. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sindaco</strong></span> di come svolgo il mio mandato di Consigliere Comunale; di questo rispondo esclusivamente ai miei elettori, da cui ho appunto ricevuto il mandato; se arrivo in ritardo, ci sono ragioni che lo giustificano (càpita magari di rientrare tardi da Milano per motivi di <strong>pubblico ufficio</strong>), ma non le devo comunicare a <span style="color: #ff0000;"><strong>LUI</strong></span>; non siamo a scuola, dove l’alunno minorenne deve presentarsi con la giustificazione dei genitori… <strong>Chi crede di essere il Sig.<span style="color: #ff0000;"> Sindaco</span>? Il <span style="color: #ff0000;">Grande Fratello</span>?</strong> I Consiglieri Comunali sanno benissimo quale sia il mio rispetto per l’istituzione consiliare, che frequento da ben sedici (16) anni… Come si permette il  Sig.<span style="color: #ff0000;"><strong> Sindaco</strong></span> di dubitarne??</p>
<p>2)    Ribadisco che iniziare la discussione di un argomento di notevole importanza quasi a mezzanotte non è una cosa <em>normale</em> (questo ho detto, non ho usato la parola “<em>vergogna</em>”, che dedicherei, piuttosto, a cose più gravi rispetto all’ordine del giorno);</p>
<p>3)    sul Piano Acustico non ho nulla da rimproverarmi; la mia Amministrazione diede l’incarico al Consulente<strong>; i tempi furono rallentati per un motivo semplicissimo</strong>: che, nelle more, era stata approvata la nuova legge urbanistica regionale, impositrice del Piano di Governo del Territorio; <strong>ci parve ovvio includere anche il piano acustico nel lavoro – molto più ampio – del P.G.T.</strong> e allo stesso risultato era giunta <span style="color: #ff0000;"><strong>l’odierna Amministrazione</strong></span>, che si è vista <strong>costretta</strong> a portare in Consiglio Comunale il Piano acustico solo perché è arrivata, lo scorso luglio, una precisa richiesta della Regione, che ha fissato il termine inderogabile del 30 settembre 2011 per l’adozione. A me pare che il Piano acustico meritasse una disamina più larga insieme al PGT, che è provvedimento di carattere generale; ma la Regione ha deciso diversamente, sicché ci si deve adeguare. Il Dott. Porro, quindi, è stato <span style="color: #ff0000;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>costretto</strong></span></span> ad essere “virtuoso”, poche chiacchiere… Magari anche per trovare un’altra giustificazione postuma al limite dei <strong><span style="color: #ff0000;">30 km orari.</span> </strong>Certo che come <span style="color: #ff0000;"><strong>manipolatore dei fatti</strong></span> si sta rivelando una vera <span style="color: #ff0000;"><strong>star</strong></span>; non sapendo come <em>coprire</em>  la <span style="color: #ff0000;"><strong>completa inerzia</strong></span> della sua Amministrazione, si nasconde dietro presunte carenze dei suoi predecessori…  Dovrebbe essermi grato per essermene andato; se fossi rimasto in aula, gli avrei dimostrato in quattro e quattr’otto che le sue ingenerose accuse erano del tutto infondate; gli ho indirettamente risparmiato un’altra <span style="color: #ff0000;"><strong>brutta figura</strong></span>; se ne accontenti… Anche perché, di <span style="color: #ff0000;"><strong>pessime figure</strong></span>, la sua Amministrazione sta facendo<span style="color: #ff0000;"><strong> una ricchissima collezione</strong></span>, ridotta addirittura a proporre emendamenti sulle delibere da essa stessa presentate al Consiglio ed a fare l’istruttoria delle pratiche durante il Consiglio Comunale; cose mai viste, segno di scollamento gravissimo tra questi “<em>governanti politici</em>” e gli Uffici Comunali e di inettitudine conclamata in campo amministrativo. È questo l’àmbito in cui la <em><strong>vergogna</strong></em> dovrebbe essere di casa. Evangelicamente,<strong> non guardi la pagliuzza nell’occhio altrui</strong>, il Sig. <span style="color: #ff0000;"><strong>Sindaco</strong></span>-che-parla-di-sé-alla-terza-persona-singolare, ma presti attenzione al<span style="color: #ff0000;"><strong> trave infisso negli occhioni della sua compagine amministrativa</strong></span>.</p>
<p>4)    Infine – ma <strong>qui la colpa non è</strong> dell’obamico <span style="color: #ff0000;"><strong>Sindaco</strong></span> sempre più compiaciuto di sé, bensì di un<em> articolista</em> poco informato – quando sono uscito dall’aula ho dichiarato di non partecipare ad una certa votazione per <em>fatto personale</em>: infatti, il provvedimento riguardava persone che mi erano note per ragioni professionali, sicché – benché non obbligatovi &#8211; ho ritenuto opportuno non votare. L’articolista,<strong> con una sciatta annotazione</strong>, ha riferito invece che la mia mancata partecipazione al voto derivasse da generici “<em>motivi personali</em>”, quasi volessi fuggire perché assonnato, mentre poi mi sono soffermato a parlare con alcune persone per tre quarti d’ora; <strong>verissimo questo</strong>, ma assolutamente indipendente da ragioni di opportunità (non divieti di legge) che mi avevano indotto ad autoescludermi da una votazione.</p>
<p><strong>Se chi si dà alla stampa ascoltasse di più,<em> capisse </em>di più e <em>spettegolasse</em> di meno, ne trarrebbe grande beneficio l’informazione.</strong></p>
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		<title>L&#8217;involuzione d&#8217;Egitto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 17:43:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ritorna prorompente alla ribalta la questione delle persecuzioni dei Cristiani Copti in Egitto: violenti scontri al Cairo, con la repressione delle proteste dei Cristiani autoctoni, che reclamavano inanemente la destituzione del governatore di Assuan, dov’era stata distrutta una chiesa copta dalla furia islamica.
La brutale reazione e delle forze di polizia e dell’esercito ha prodotto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ritorna</strong> prorompente alla ribalta la questione delle <strong>persecuzioni dei Cristiani Copti in Egitto</strong>: violenti scontri al Cairo, con la repressione delle proteste dei Cristiani autoctoni, che reclamavano inanemente la destituzione del governatore di Assuan, dov’era stata distrutta una chiesa copta dalla furia islamica.</p>
<p>La brutale reazione e delle forze di polizia e dell’esercito ha prodotto la <strong>morte di 25 egiziani copti</strong> ed il ferimento di almeno altri duecento fedeli.</p>
<p>Purtroppo, fatti di questo genere continuano a ripetersi nel grande paese africano, dove – di fronte alla preponderante maggioranza musulmana – si erge come un ormai traballante baluardo della cristianità la <strong>comunità copto ortodossa</strong> (con una piccola parte cattolico-copta), diretta discendente di una delle grandi Chiese apostoliche, quella di Alessandria d’Egitto, patria di nobilissimi teologi e santi della Chiesa primitiva, fondatrice del monachesimo eremitico nel deserto con Sant’Antonio abate.</p>
<p>Dopo la conquista araba, nel VII secolo (“il Cairo” significa “<em>la vittoriosa</em>”, per la battaglia finale che segnò la loro conquista di questa terra), la minoranza cristiana-copta, tra vessazioni e cicliche persecuzioni, ha resistito numerosa sino ai nostri giorni; ma il declino è inevitabile, se si pensa che nel 1952, deposto Re Faruk, i copti –<strong> allora il 25% della popolazione</strong> – si sono <strong>ora ridotti al 10%</strong>, sovrastati dal clima di ostilità permanente e di prepotenze amministrative (noi che ci preoccupiamo, giustamente, del divieto di discriminazioni, dovremmo inorridire al solo pensiero che in Egitto, sui documenti personali, compresa la carta d’identità,<strong> è obbligatorio indicare la religione professata</strong>; altro che la <em>privacy</em>!).</p>
<p><strong>A gennaio di quest’anno</strong>, pochi giorni prima dello scoppio della frettolosamente intitolata “<strong>rivoluzione</strong>” in Egitto, avevo avuto il sentore di una certa fibrillazione malcelata; visitando il convento di S. Caterina sul Sinai e la bellissima cattedrale copta di Sharm-el-Shek, poche settimane dopo l’ennesima strage di cristiani al Cairo, dove una chiesa era stata data alle fiamme da attentatori islamici, ho percepito la tensione, plasticamente dimostrata dalla forte presenza di militari, dai controlli di polizia intorno ai luoghi di culto  cristiani, dai cavalli di frisia che ne delimitavano l’accesso;  situazione ancora più pericolosa di quella costata ad agosto 2009 nella cittadella copta del Cairo, <a href="http://pierluigigilli.blogspot.com/2009_09_01_archive.html">come segnalavo su queso blog</a>, ove parlavo – appunto – della<strong> resistenza cristiana dei Copti</strong>.</p>
<p>La <em>rivoluzione</em> di quest’anno in Egitto, come in Tunisia ed in altri Paesi arabi, ha fatto gridare al mondo che un nuovo <strong>evento di pace e di democrazia si era miracolosamente verificato in quelle plaghe</strong>; sembrava di essere tornati alla <em>primavera di Praga</em> o alla<em> rivoluzione dei garofani</em> in Portogallo.</p>
<p>Analisi superficiali e fonte di equivoci <em>luoghi comuni</em>, subito ricompresi nelle tante<em> leggende metropolitane</em> del c.d.<em> politically correct</em>, molto<em> à la page</em> tra europei e nordamericani, irriflessivamente portati a guardare con una certa ingenuità ai sommovimenti <em>popolari</em> e ad ignorare come, invece, siano<strong> eterodiretti</strong>.</p>
<p><strong>Quale<em> rivoluzione</em> c’è stata in Egitto? </strong></p>
<p>Dal susseguirsi degli eventi (lo vedremo tra poco con le imminenti elezioni in Tunisia), è sempre più evidente la <strong>matrice ideologico-religiosa di questi movimenti <em>popolari</em></strong>; una matrice di natura musulmana, quella dei<em> Fratelli Musulmani</em> e degli altri raggruppamenti fideistici fondamentalisti, che vagheggiano l’imposizione dell’Islàm <strong>come unica fonte del potere costituito e della legge</strong> (non sarà certo sfuggita l’improvvisa accelerazione neoislamica del <strong>governo turco</strong>, monocolore confessionale, che sta cambiando la democrazia laica voluta da Atatürk nel tentativo di prendere le redini di un moderno neosultanismo ottomano, esteso ai Paesi dell’antico impero della Porta, con un<em> révirement</em> di 180° nella politica verso Israele, da storico amico a nemico).</p>
<p>Non mi meraviglio, poiché ho ben capito quanto il <strong>concetto di libertà religiosa</strong>, ampiamente acquisito in Occidente e solennemente proclamato nelle dichiarazioni universali dei diritti dell’uomo (sia mondiale, sia europea), sia<strong> inteso in modo radicalmente diverso</strong> in molti Paesi del globo, con una caratterizzazione tendenzialmente persecutoria dei <em>diversi da sé.</em></p>
<p>In particolare, la dichiarazione<strong> islamica</strong> in materia restringe il concetto di libertà religiosa alla compatibilità con il concetto di persona e di comunità dell’Islàm, fondato su una <em>legge divina</em>. <em>Istruttivo</em>, in tal senso, l’art. 12 (<em>Il diritto alla libertà di pensiero, di fede e di parola</em>): “ <em>Ogni persona ha il diritto di pensare e di credere, e di esprimere quello che pensa e crede, senza intromissione alcuna da parte di chicchessia, fino <strong>a che rimane nel quadro dei limiti generali che la Legge islamica prevede a questo proposito</strong>. Nessuno infatti ha il diritto di propagandare la menzogna o di diffondere ciò che potrebbe incoraggiare la turpitudine o offendere la Comunità islamica</em>” (nel <strong>1990</strong> è stata proclamata la <strong>Dichiarazione del Cairo dei Diritti Umani dell&#8217;Islam</strong>, il cui art. 10 dice semplicemente: “<em>l&#8217;Islam è una religione intrinsicamente connaturata all&#8217;essere umano. È proibito esercitare qualsiasi forma di violenza sull&#8217;uomo o di sfruttare la sua povertà o ignoranza al fine di convertirlo a un&#8217;altra religione o all&#8217;ateismo</em>”).</p>
<p>Su questi presupposti, <strong>patentemente alternativi al concetto di libertà religiosa intesa come declinazione dei diritti nativi di ogni uomo</strong>, con gli unici limiti<em> naturali</em> dell’ordine pubblico e del buon costume, sono portato a ritenere, pessimisticamente, che le<em> rivoluzioni</em> che tanto hanno entusiasmato un’opinione pubblica occidentale distratta e superficiale (tiepida come la loro spiritualità) <strong>si convertiranno presto in <em>involuzioni</em> confessionali sulla scorta del pessimo esempio dell’Iràn</strong>; la democrazia, di cui noi siamo sazi e che respiriamo senza nemmeno più rendercene conto, non si <em>esporterà</em> in questi regimi <em>rivoluzionari</em>;<strong> non è compatibile con una visione teocentrica dei rapporti istituzionali ed umani.</strong></p>
<p>Questo<strong> è il futuro</strong>, assai prossimo, che ci aspetta; insieme ad altre ondate di <strong>persecuzione</strong> degli <em>alieni </em>cristiani, spinti a fuggire dai Paesi in cui sono radicati da due millenni,<strong> per una questione di vita o di morte.</strong></p>
<p><strong>Spero che l’avvenire mi dia torto</strong>; tuttavia, la pressoché totale sparizione dei Cristiani dall’Iraq nell’ultimo decennio rappresenta un sinistro campanello d’allarme.</p>
<p><strong>Resta la promessa del Salvatore: <em>ianuae inferi non praevalebunt</em>. </strong></p>
<p><strong>Purché cessi la nostra indifferenza.</strong></p>
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		<title>Una nuova sede per gli Uffici ASL di Saronno</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 20:20:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una nuova sede per gli Uffici ASL di Saronno
Leggo con vero piacere l’annuncio del Dott. Pierluigi Zeli, Direttore Generale dell’ASL di Varese, che l’Azienda ha inserito nel proprio programma triennale degli investimenti 2012-14 l’intervento di ristrutturazione, ampliamento messa in sicurezza ed adeguamento funzionale ed impiantistico dell’edificio di proprietà aziendale di via Fiume per concentravi gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova sede per gli Uffici ASL di Saronno</p>
<p>Leggo con vero piacere <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="text-decoration: underline;">l’annuncio del Dott. Pierluigi Zeli</span></strong></span>, Direttore Generale dell’ASL di Varese, che l’Azienda ha inserito nel <strong>proprio programma triennale degli investimenti 2012-14</strong> l’intervento di ristrutturazione, ampliamento messa in sicurezza ed adeguamento funzionale ed impiantistico dell’edificio di proprietà aziendale di via Fiume per concentravi gli ora dispersi servizi somministrati dall’ASL stessa.<br />
Finalmente l’ASL avrà a Saronno, a beneficio dei suoi cittadini e di quelli del Distretto, una sede moderna, funzionale e ben collocata. Ricordo bene quando, nel 2007, in un proficuo incontro a Villa Gianetti con il Dott. Zeli e l’allora Assessore Provinciale ed ora Consigliere Regionale Dott. Rienzo Azzi, io stesso ebbi modo di suggerire e proporre questa soluzione.<br />
Il Dott. Zeli incaricò immediatamente i suoi tecnici di studiarne la fattibilità, che fu confermata con un progetto di massima nel 2008. Purtroppo, difficoltà burocratiche (la permuta di proprietà di alcuni immobili tra ASL e Azienda Ospedaliera, previa autorizzazione regionale) ha rallentato la realizzazione dell’idea, che ora sembra prendere corpo, in quanto già finanziata.<br />
 Una bella occasione per gli utenti dei servizi dell’ASL e per la città di Saronno, che peraltro, come emerse già nell’incontro del 2007 ed è stata ribadita nel 2010 dalla Commissaria Straordinaria, metterà a disposizione un terreno di sua proprietà, acquistato nel 2001, di fronte all’attuale ex dispensario di Via Fiume, per la realizzazione di un comodo parcheggio a dotazione della rinnovata struttura.<br />
Nel complimentarmi con il Dott. Zeli, che in questo progetto ha creduto e che vi ha profuso impegno e mezzi, saluto questo evento come esempio rimarchevole di buona collaborazione tra diverse Amministrazioni, fatta in modo lungimirante ed attento alle ricadute positive per i cittadini. Ora non resta che attendere l’inizio dei lavori; senza necessità di presunti scoop di Consiglieri Comunali di precaria maggioranza che, evidentemente, negli anni scorsi, quand’erano all’opposizione, pensavano ad altro e non si erano accorti di nulla, mentre le Amministrazioni serie, senza pubblicità, lavoravano per trovare la soluzione giusta.</p>
<p><strong><em>Pierluigi Gilli<br />
</em>Capogruppo di Unione Italiana</strong></p>
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		<title>aree vaste come i sigari</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 22:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo il disegno di legge costituzionale del Governo (di cui il principale ispiratore sembra essere l’imaginifico ministro Calderoli, l’ideatore del porcellum, l’attuale sistema elettorale di Camera e Senato), molto probabilmente condiviso strumentalmente anche dall’opposizione, le Province saranno abolite e le Regioni, cui saranno trasferite le funzioni provinciali, provvederanno a istituire“associazioni fra Comuni per il governo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il disegno di legge costituzionale del Governo (di cui il principale ispiratore sembra essere l’imaginifico ministro <strong>Calderoli</strong>, l’ideatore del <em>porcellum</em>, l’attuale sistema elettorale di Camera e Senato), molto probabilmente condiviso strumentalmente anche dall’opposizione, <strong>le Province saranno abolite e le Regioni</strong>, cui saranno trasferite le funzioni provinciali, provvederanno a istituire“<strong><em>associazioni fra Comuni per il governo di aree vaste, definendone gli organi, le funzioni e la legislazione elettorale</em></strong>”.</p>
<p>Avremo, così, il probabile battesimo di una pluralità di <strong><em>aree vaste</em></strong>, fatte apposta per accontentare l’inesausto <strong>campanilismo italico</strong>: se ci sarà l’area vasta di Gorgonzola e dintorni, come negare un’area vasta anche alle Cinque Terre o alle Lande Chianine? Impossibile non distinguere l’area vasta di Frabosa Soprana da quella di Frabosa Sottana, per non parlare dei Paesi di Forlimpopoli e della Comunità Basso-eporediese, che è notoriamente cosa diversa da quella Alto-eporediese; saranno accontate le Terre di Mezzo del Lago di Varano e pure la Magnifica Contea di Bormio e Valli. E l’area vasta dei Comuni della mela annurca?</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>Disgustoso</strong></span>. Ma almeno rivelatore delle <strong>vere intenzioni</strong> di questi falsi riformisti, unanimi conservatori delle <strong><em>caste</em></strong>; ora sappiamo che cosa ci aspetta e comprendiamo di quali <strong>furbizie</strong> sia capace la classe politica che dovrebbe rappresentarci ed invece pensa solo alla sua <strong>perpetuazione</strong>.</p>
<p><strong>Le “aree vaste” sono un’ingiuria al buon senso ed alla bella lingua del sì.</strong></p>
<p>Oggi come oggi, perlomeno in Lombardia, la Regione ha una propria <strong>sede distaccata</strong> in ogni capoluogo di Provincia: <strong>basterebbe ed avanzerebbe</strong> una volta abolite le Province. <strong>Ma abolite davvero</strong>.</p>
<p>Altrimenti, continueranno <strong>le duplicazioni</strong>, con fantasiosi ed improbabili nomi nuovi. <strong>La fantasia non ha confini, la decenza sì</strong>.</p>
<p>E intanto la <span style="color: #ff0000;"><strong>Sicilia </strong></span>del trasformista-milazziano Lombardo, regione a statuto speciale, ci stupisce un’altra volta: sta già programmando la nascita di <span style="color: #800000;"><strong>altre due “province regionali”</strong><span style="color: #000000;">, </span></span>di cui si sente un prorompente bisogno. Prove di “<strong>federalismo</strong>”?</p>
<p><strong>L’accorpamento dei Comuni minori, invece, è sparito dall’agenda</strong>; si parla di “<strong>unioni di comuni</strong>” per la gestione di servizi in modo pluricomunale; è già previsto dal Testo Unico degli Enti Locali, con ben scarsi risultati (se il buongiorno si vede dal mattino…). <em>Idem</em> per le <strong>città metropolitane</strong>, fiume carsico che compare e scompare ad intermittenza e secondo le convenienze <em>politiche.</em></p>
<p>Salvati, dunque, migliaia di <strong>mini-Comuni</strong>, anche Mortirone (LC) e Pedesina (SO), Comuni di 30-35 abitanti, meno degli abitanti di una scala di un modesto condominio: con tanto di Municipio, Sindaco, Giunta, Consiglio, gonfalone, fascia tricolore.</p>
<p><strong>Robe da matti. Nemmeno al tempo delle Signorie e dei Principati.</strong></p>
<p>Solo la <span style="color: #0000ff;"><strong>Francia</strong></span> ci batte: contro i nostri 8.100 Comuni, ne ha ben 36.000 e, inoltre, tra Comune e Dipartimento (le nostre province), c’è un altro ente territoriale intermedio, il <strong>Cantone</strong>: copiamo questo bell’esempio!</p>
<p>Suddivisioni risalenti all’<strong>epoca napoleonica</strong>, quando le strade erano poche, si viaggiava a piedi o a cavallo. Oggi anche in Italia, in treno, da Milano a Roma bastano 3 ore…</p>
<p><strong>Il mondo cambia, gli enti territoriali no</strong>; al massimo, una spolveratina al nome: “<strong>aree vaste</strong>” (orribile, tra l’altro). Immaginiamo quando ci presenteranno il “Coordinatore dell’Area Vasta”, il Presidente dell’Organo Rappresentativo dell’Area Vasta, il Componente dell’Organo Rappresentativo dell’Area Vasta, il Comitato Direttivo dell’Area Vasta, il Commissario alle politiche per le strade vaste dell’Area Vasta e così via, il Cancelliere Generale dell’Area Vasta!</p>
<p><em>Todos caballeros</em> per l’italica, impenitente, fervida fantasia di politicanti bizantini; come diceva il cinico (ma lucido) Giovanni Giolitti: <em><span style="color: #808080;"><strong><span style="color: #333333;">un sigaro e una croce di cavaliere non la si nega a nessuno.</span></strong></span></em></p>
<p><strong>Ora non si negherà a nessuno un’area vasta… </strong></p>
<p>Vuoi mettere come se la prenderebbero i Comuni del Ripatransonese o del Nolano sud-orientale? E quello di Furore e fiordo? O del Medio Velino Bruzio-Reatino?</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Da vergognarsi.</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Che sia il caso di reagire?</em></strong></span></p>
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		<title>Saronno Servizi divorata dalla &#8220;politica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 12:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo portati per natura a supporre che gli aspiranti alla santità e chi l’abbia già conseguita per ragioni onomastiche siano scrupolosamente veritieri e dediti alla trasparenza.
D’altra parte, per habitus professionale, abbiamo l’abitudine di fondare ogni giudizio su documentazione provata.
Proprio dal confronto di documenti e dichiarazioni, spesso spuntano – inesorabili – le discrepanze.
A comprova, la lettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo portati per natura a supporre che gli aspiranti alla santità e chi l’abbia già conseguita per ragioni onomastiche siano scrupolosamente veritieri e dediti alla trasparenza.</p>
<p>D’altra parte, per <em>habitus</em> professionale, abbiamo l’abitudine di fondare ogni giudizio su documentazione provata.</p>
<p>Proprio dal confronto di documenti e dichiarazioni, spesso spuntano – inesorabili – le discrepanze.</p>
<p>A comprova, la lettura delle esternazioni sindacali ed assessorili in merito alla situazione di Saronno Servizi s.p.a. ci ha portato a smentire la nostra supposizione iniziale.</p>
<p>Com’è noto, ben tre Consiglieri su cinque del Consiglio d’Amministrazione di Saronno Servizi s.p.a. – nominato nemmeno un anno fa – si sono dimessi, sicché l’intiero Consiglio viene travolto dal venir meno della maggioranza dei suoi componenti (tutta riferibili all’attuale provvisoria maggioranza).</p>
<p>Secondo il Santo, Assessore al Bilancio, infatti, <a href="http://www3.varesenews.it/saronno_tradate/articolo.php?id=212509">«tale scelta era stata presa per razionalizzare i costi della politica e delle strutture amministrative»</a>: insomma, un gesto encomiabile e di grande significato.</p>
<p>Il Sig. Sindaco, per contro, imporporito dall’imbarazzo, non ha osato negare che ci fossero <em>incomprensioni</em> tra i Consiglieri (tutti di maggioranza) del C.d.A., sicché, pudicamente, ha comunicato che<em> «<strong>per il bene della società</strong>, dopo diverse discussioni si è ritenuto<strong> di chiedere ai componenti di rimettere il mandato</strong>».</em> E motiva ambiguamente: <em>«D&#8217;accordo con gli altri comuni che fanno parte della società contiamo di avere presto un nuovo consiglio di amministrazione, forse anche di tre membri, in maniera di tagliare ulteriormente i costi».</em></p>
<p>Dunque, le massicce dimissioni sono state date <em><strong>per il bene della società</strong></em>: se ne deve dedurre, quindi, che quel C.d.A., per dissidi interni, si dedicava più a lotte intestine che all’amministrazione seria e proficua della società, per il suo<em> bene</em>?</p>
<p><strong>Per capire meglio</strong>, ci siamo immersi nella lettura dei verbali delle sedute del C.d.A.<em> nouvelle vague</em> di Saronno Servizi, ammirati per il linguaggio sontuosamente tecnico e <em>difficile</em>, infarcito di termini inglesi oggi alla moda, degno di veri<em> manager</em>; al di là di ciò, <strong>abbiamo capito</strong>, direttamente e senza la mediazione delle interpretazioni sindacal-assessorili.</p>
<p>Dunque, lo sbandierato<em> taglio dei costi</em> è la foglia di fico che non riesce a nascondere una litigiosa realtà, che appare in tutta la sua crudezza dagli stessi verbali delle riunioni del<em> dimesso</em> Consiglio; eccone una piccola cernita, tratta dai verbali stessi:</p>
<p>16 febbraio 2011: approvazione del <strong>nuovo organigramma aziendale e riorganizzazione</strong>: la proposta del Presidente viene approvata a maggioranza, tre contro due (di cui uno «<em>dichiara il proprio <strong>dissenso </strong>rispetto ad un organigramma all’interno del quale siano affidate attribuzioni a soggetti che egli ritiene non qualificati  e sostiene che l’organigramma risulta squilibrato</em>»);</p>
<p>7 marzo 2011: il verbale della seduta precedente è approvato a maggioranza, tre contro due (di cui uno si astiene e l’altro «<em>chiede che venga<strong> messa a verbale</strong> una propria dichiarazione di voto, il cui testo, dattiloscritto e sottoscritto, consegna contestualmente al segretario</em>», scontento di quanto verbalizzato);</p>
<p>15 aprile 2011: <strong>approvazione del bilancio di esercizio al 31.12.2010</strong>: un Consigliere «<em>dichiara di <strong>dissentire</strong> rispetto all’assoggettamento dell’approvazione del bilancio a procedura di controllo analogo</em>»;  il Presidente «<em>riafferma la piena legittimità del proprio operato»; un altro Consigliere «esprime</em> <em><strong>le proprie riserve</strong> in ordine alla perdurante mancanza, alla data, di un bilancio di previsione che rappresenti il tendenziale andamento aziendale per l’anno 2011</em>». Il bilancio è approvato con un’astensione;</p>
<p>28 giugno 2011: 4° punto all’o.d.g.: un consigliere «<em>esprime una <strong>decisa censura</strong> in ordine all’operato del Presidente e dichiara di avere preso personalmente contatto con</em> (omissis)<em> al fine di ottenere chiarimenti e di avere acquisito dallo stesso un documento</em>»; il Presidente «<em>dichiara la propria perplessità circa il fatto che la richiesta di chiarimento non fosse stata richiesta dal Consigliere allo stesso Presidente e soprattutto circa il fatto che il Consigliere, essendo entrato in possesso di documenti che sarebbero stati prodotti ad uso della società, abbia omesso di protocollarli, <strong>trattenendoli in via personale ed esclusiva</strong></em>»; il medesimo Consigliere «<em><strong>reitera la censura</strong>, di cui chiede venga messa a verbale espressa menzione</em>».</p>
<p>Basta così! Ne emerge un <strong>clima di sospetto, di sfiducia reciproca, di invasioni di campo, di dissensi sugli atti fondamentali della società</strong> che non ha impedito, tuttavia, di introdurre una nuova<em> consulenza</em> per il controllo di gestione del costo di € 30.000,00 annui (più oneri di legge) e di<em> ampliare</em> un’altra consulenza, raddoppiandola ad € 50.625,00 annui (più oneri di legge), nonché di <em>mantenere</em> quelle già in corso (sedute del 13 e 23 dicembre 2010, periodo natalizio, di <em>cadeaux e cotillons</em>).</p>
<p>Ma <strong>i contrasti</strong> non si limitavano a quelli tra consiglieri; ce n’era un altro, <strong>radicale e di metodo</strong>, con il Comune di Saronno, socio di pressoché totale maggioranza; infatti, la<strong> <em>filosofia consiliare</em></strong> era ben espressa nel verbale del 16 febbraio 2011, in cui si dichiarava perentoriamente che «<em>il Consiglio, nella sua composizione collegiale, resta sempre il </em><strong>dominus</strong><em> (sic) dell’azienda, come tale <strong>titolare</strong> di un potere di indirizzo, supervisione strategica, verifica della corretta gestione degli assetti strutturali e del loro funzionamento</em>»; ci permettiamo di notare che il <em>dominus</em> di una persona giuridica qual è un società per azioni è l’assemblea dei soci, che sono i proprietari della società, massime quando i soci sono dei Comuni, i cui rappresentanti sono solo quelli legittimamente eletti dai cittadini; il C.d.A. è un organo esecutivo; qualcuno l’avrebbe dovuto dire ai Signori Consiglieri&#8230;</p>
<p>Per l’appunto, l’ìnclito Assessore Santo, all’assemblea della società del 19 maggio 2011, si esprimeva così: «<em>circa le <strong>difficoltà presenti all’interno del Consiglio</strong>, come segnalate dal Presidente, precisa che la disciplina della società ed il rapporto della stessa con l’Amministrazione Comunale sono influenzati dagli artt. 2497 e ss. del codice civile, riguardanti la <strong>direzione e il coordinamento di società</strong>, oltre che dalle regole sul controllo analogo previste dalla normativa pubblica</em>». Proseguiva: «<em>vi è dunque, in determinate situazioni, una<strong> necessitata prevalenza delle scelte dei soci su quelle dell’Organo Gestorio</strong>, stante che, attraverso l’obbligatoria previsione statutaria del controllo analogo, la relazione tra i soci e la società risulta riconducibile ad una forma di delegazione interorganica</em>». Pertanto, concludeva piamente:<em> «Tale peculiare modalità di conduzione della società <strong>ha creato un confronto molto serrato all’interno del Consiglio d’Amministrazione</strong>, che ci si augura possa presto sfumare»</em> e chiosava:<em> «resta il fatto che <strong>occorre che la società sia messa in grado di funzionare</strong> nell’interesse dei soci ed a tal fine <strong>è necessario che il problema venga risolto in radice sul piano politico</strong> (sic!)»</em>.</p>
<p>Al di là del linguaggio semiesoterico, in altre parole <strong>si riconosceva apertamente</strong> il contrasto all’interno del C.d.A.; il contrasto di questo con il Comune-socio; la rivendicazione del Comune-socio di dire al C.d.A. che cosa fare; altro che Consiglio = <em>dominus</em> dell’azienda! Mera cinghia di trasmissione di decisioni prese altrove, dalla <em><strong>politica</strong></em>, perché il Consiglio doveva ancora «<em>essere messo in grado di funzionare</em>»….</p>
<p>Il cit. Assessore, comunque, ha pure trovato il tempo di «<em>dichiarare la propria soddisfazione per il risultato di bilancio (2010), che presenta un utile dopo due anni di chiusura in perdita che avevano creato difficoltà al bilancio comunale</em>».</p>
<p>E qui pecca di omissione e di guasconeria (<em>pensieri, opere ed omissioni</em>), reiterate in altre dichiarazioni alla stampa rese con il turibolo fumigante <em>pro se ipso</em>: dimentica, infatti, l’ìnclito, che il “suo” C.d.A. ha “gestito” la società <strong>per pochi mesi nel 2010</strong> (occupandosi di <em>organigrammi, studi, approfondimenti, consulenze e… contrasti</em>) e che il bilancio previsionale del 2010 era stato approvato <strong>dal precedente C.d.A.,</strong> che aveva, appunto, già previsto un utile di circa € 40-50.000,00!</p>
<p>La previsione <em><strong>altrui</strong></em> è stata dunque rispettata, non certo per<em> merito</em> dei nuovi arrivati; ma l’Assessore ne mena vanto, anche se, il 19 maggio 2011, deve riconoscere che «<em><strong>occorre che la società sia messa in grado di funzionare</strong> nell’interesse dei soci</em>», mentre il Sig. Sindaco, come riportato all’inizio, ha ammesso che «<em>per il bene della società, dopo diverse discussioni si è ritenuto <strong>di chiedere ai componenti di rimettere il mandato</strong></em>».</p>
<p>Bellissimo risultato di questa Amministrazione e di questo C.d.A. presentato come «<em><strong>una squadra di esperti, preparati e non politici</strong></em>» (sicuramente un <em>ex</em> segretario cittadino dei D.S. – di per sé degnissima persona &#8211; non rientra nella categoria dei <em>politici</em>…..):  <strong>siamo a 11 a 1</strong>; il precedente Presidente ha amministrato Saronno Servizi per 11 anni, raddoppiando più volte il fatturato; l’attuale è durato neanche un anno, come il suo superbo, intellettuale e<em> manageriale</em> C.d.A., che <strong>non ha fatto nulla di originale</strong> e, tra l’ansia di epurare il pregresso e la litigiosità inerna, si è limitato<strong> all’ordinaria amministrazione</strong> per fortuna affidata a capaci funzionari.</p>
<p>Siamo tornati ai<em> governi balneari</em>, alla faccia della stabilità.</p>
<p>Saronno Servizi s.p.a può aspettare e schiacciare un pisolino, mentre i nostri (provvisori) strateghi e reggitori di sinistra si perdono in<em> discussioni</em> poiché, secondo il Sant’uomo, «<em><strong>è necessario che il problema venga risolto in radice sul piano politico</strong></em>».</p>
<p><strong>Impressionante.</strong></p>
<p><strong>In che mani siamo finiti?</strong></p>
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		<title>gli smemorati di Villa Gianetti</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 12:29:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal sito del Comune apprendiamo che domenica 25 settembre 2011, dalle ore 16.00, in occasione delle giornate europee del patrimonio, si riscoprirà Villa Gianetti.
Nel volantino illustrativo della manifestazione, si ricostruisce la storia, anche la più recente, della Villa: “Dopo un periodo di sottoutilizzo, il complesso fu compiutamente ed adeguatamente restaurato, anche grazie alla passione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://www.comune.saronno.va.it/upload/saronno_ecm8/gestionedocumentale/Villa%20Gianetti%20prog%20new_784_10149.pdf">sito del Comune</a> apprendiamo che domenica 25 settembre 2011, dalle ore 16.00, in occasione delle<em> giornate europee del patrimonio</em>, si<em> riscoprirà</em> Villa Gianetti.</p>
<p>Nel volantino illustrativo della manifestazione, si <em>ricostruisce</em> la storia, anche la più recente, della Villa: “<em><strong>Dopo un periodo di sottoutilizzo, il complesso fu compiutamente ed adeguatamente restaurato, anche grazie alla passione e competenza, con cui seguirono i lavori tutti i funzionari del Settore Stabili dell’Assessorato alle Opere Pubbliche, e nel 2003 poté essere recuperato a nuove funzioni pubbliche</strong></em>”.</p>
<p>Parole lievi ed esornative: quello che viene ricordato come “<em>sottoutilizzo</em>”, in verità, va letto come “<em>totale abbandono</em>”, allorquando la Villa fu lasciata in balìa di chiunque, al punto che parte dei pregiati pavimenti di legno furono bruciati in allegri fuocherelli dagli sbandati che vi trovavano ricetto (senza nulla togliere al grande impegno dei funzionari comunali, davvero encomiabile, quei lavori sono<em> orfani</em>,  non si sa da chi furono voluti e seguiti con altrettale impegno e passione; non certo da chi oggi li esalta, che erano di tutt’altro avviso).</p>
<p>Nel 2000/2001, utilizzando parte del cospicuo<em> lascito involontario</em> dell’Amministrazione di sinistra (c’erano 7 miliardi di lire rimasti da anni inutilizzati nelle pieghe del bilancio), la mia prima Amministrazione decise di por mano ai restauri di Villa Gianetti.</p>
<p>Come non rammentare i sarcasmi dell’allora opposizione? Sinceramente, solo l’attuale Sindaco si distinse per onestà intellettuale parlando di “<em>scelta coraggiosa</em>”; ma i suoi <em>compagni d’avventura</em>, non la mandarono giù: con toni sdegnosi, qualcuno definì il progetto<em> di basso profilo</em>, tanto che<em> sarebbe stato meglio lasciare la Villa così com’è</em> (in rovina!); altri, oggi potentissimi, preconizzarono che, dopo i restauri, Villa Gianetti restaurata sarebbe stato uno<em> scatolone vuoto</em>.</p>
<p>Si è visto! Oggi, auspice l&#8217;ìnclita provvisoria Amministrazione (I.P.A.), Villa Gianetti è un<em> gioiello del patrimonio</em>, meritevole di visite popolari.</p>
<p>Finalmente se ne sono accorti… E magari non rideranno più, con la consueta albagìa di<em> snob</em> antropologicamente superiori, del lavoro fatto da altri o dei begli arredi<em> liberty</em> donati da un benemerito Concittadino (infatti, come si scrive nel cit. volantino, “<em>la storica e nobile Casa, è divenuta degno luogo di rappresentanza della Città</em>”).</p>
<p>Magari non si turberanno più se gli anni dell’abbandono di Villa Gianetti furono da me definiti <em>colpevoli</em>, come scrissi a bella posta nell’epigrafe commemorativa dell’inaugurazione avvenuta il 2 giugno 2003 (incluso il restauro della bella Madonna sulla facciata, che era stata oggetto di scherno e di sputacchiamenti, per i quali talune devote al centro-sinistra avevano sollevato un’indecorosa polemica nei miei confronti e non verso chi la Villa aveva così ridotto a furia di chiacchiere e di funambolici progetti…):</p>
<p style="text-align: center;"><strong>DOMUS  HAEC   PRAECLARA<br />
</strong><strong>MULTOS  PER  ANNOS  MUNICIPALES  AEDES<br />
</strong><strong>EX  HOMINUM  AC  TEMPORIS  INCURIA  EREPTA<br />
</strong><strong>SERONIENSIUM  CIVIUM  COMMODITATI<br />
</strong><strong>LARGE  EFFUSEQUE  RESTITUTA<br />
</strong><strong>ANNO  DOMINI  MMIII  MENSE  IUNIO  DIE  II<br />
</strong><strong>LVII  AB  ITALICA  REPUBLICA  CONDITA</strong> (*)</p>
<p>(*) “<em>Questa nobile casa, per molti anni sede del Municipio, strappata all’incuria degli uomini e del tempo, con larghezza ed abbondanza fu restituita all’uso dei concittadini Saronnesi il giorno 2 giugno dell’anno 2003, nel 57° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana</em>”.</p>
<p> L’inaugurazione fu un vero evento, dei Saronnesi, più che degli Amministratori (si veda <a href="http://www.comune.saronno.va.it/servizi/menu/dinamica.aspx?idArea=16417&amp;idCat=16459&amp;ID=16462">“Città di Saronno”</a> – oggi il periodico non c’è più… &#8211; del luglio 2003). Fu anche l’occasione per inaugurare il piccolo, ma delizioso <strong>Centro Studi sul Chiarismo</strong> intitolato al saronnese pittore <strong>Francesco De Rocchi</strong>, alcune opere del quale, per la generosa munificenza della figlia<strong> Pier Rosa</strong>, sono tuttora esposte in comodato presso Villa Gianetti: così – oggi – lo descrive il cit. volantino con sorprendente entusiasmo:  “<strong><em>Particolarmente significativo è stato l’insediamento di una struttura museale dedicata al movimento pittorico assunto a notorietà come </em>Chiarismo<em> e ciò per ricordare un importante esponente di tale espressione artistica: Francesco De Rocchi, nato a Saronno nel 1902 e ivi sepolto, nel cimitero maggiore</em></strong>”.</p>
<p>Villa Gianetti, dunque, è tornata a risplendere da qualche anno; i suoi giardini, a breve, a quanto si apprende, saranno anche dotati di un impianto <strong><em>wireless</em></strong>, ciliegina su una bella torta, di cui mi compiaccio: segno dei tempi e segno dell’importanza che la Villa ha riconquistato nel cuore dei Saronnesi.</p>
<p>Confortato da tante <em>conversion</em>i postume di illustri <em>smemorati</em>, concludo rinfrancato con le parole che scrissi nel 2003 per il recupero della Villa Comunale: “<em>Tanti eventi si sono succeduti in questo edificio, da quando, acquistato nel 1923 per essere destinato a sede municipale, ha ospitato per quasi settant’anni il Comune, conquistandosi un posto d’onore nei riferimenti precisi dei Saronnesi; qui si sono alternate Amministrazioni ed Amministratori, qui si sono segnate le tappe fondamentali della nostra vita civica: questa vecchia Signora torna alle origini; abbiamo saldato un debito con le generazioni che ci hanno preceduto; tocca ai Saronnesi, d’ora innanzi, rendere viva e frequentata la loro <strong>casa</strong>. Non dubito che sarà così; personalmente, <strong>sono orgoglioso per quanto fatto, con spirito di… saronnesità e di affetto per la nostra città</strong></em>”.</p>
<p><em><strong>L’orgoglio mi è rimasto</strong></em> (anche per Piazza Santuario, oggi ridotta a parcheggio; per Piazza San Francesco; per la Civica Sala Consiliare “<em>Vanelli</em>”; per i pennoni in piazza Libertà; per <em>l’auditorium “A. Moro”</em> restaurato; per il quadrato militare al Cimitero; <em>ecc</em>., ecc.).</p>
<p>Chissà quali sentimenti albergano in chi è di<strong> memoria corta</strong> e si deve accontentare di <strong>magnifiche realizzazioni</strong>, come un lussuoso<strong> ricovero per biciclette</strong> in Municipio e poco più:<strong> in un anno e mezzo, non s’è visto altro; tante parole,<em> obamicamente</em> ispirate, invece, sì. </strong></p>
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		<title>MOZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 10:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ART. 39, COMMA 1., LETT. A) DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE]
Al Signor Sindaco
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale
I sottoscritti Avv. Prof. Pierluigi Gilli, n.q. di Capogruppo, ed il Rag. Pierluigi Bendini, Consigliere Comunale del Gruppo Consiliare “Unione Italiana”, ai sensi dell’art. 39, comma 1., lett. a) del Regolamento del Consiglio Comunale,
chiedono
che sia inserita nell’ordine del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>[ART. 39, COMMA 1., LETT. A) DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE]</strong></p>
<p><strong><em>Al Signor Sindaco</em></strong></p>
<p><strong><em>Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale</em></strong></p>
<p>I sottoscritti <strong>Avv. Prof. Pierluigi Gilli</strong>, n.q. di Capogruppo, ed il <strong>Rag. Pierluigi Bendini</strong>, Consigliere Comunale del Gruppo Consiliare<strong><em> “Unione Italiana”</em></strong>, ai sensi dell’art. 39, comma 1., lett. a) del Regolamento del Consiglio Comunale,</p>
<p><em><strong>chiedono</strong></em></p>
<p>che sia inserita nell’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio Comunale per essere discussa e sottoposta a votazione con urgenza la seguente</p>
<p><em><strong>mozione</strong></em></p>
<p><strong>Oggetto: REVOCA, IN SEDE DI AUTOTUTELA, DELLA DELIBERA N. 90 DEL 14 APRILE 2010 DELLA GIUNTA MUNICIPALE E DI TUTTI GLI ATTI E PROVVEDIMENTI CONSEGUENTI E CONNESSI.</strong></p>
<p><strong>Premesso</strong></p>
<p><strong>i.</strong> che<strong> la delibera n. 90 del 14 aprile 2010 della Giunta Municipale</strong>, intitolata “<em>provvedimenti di moderazione del traffico. Delimitazione delle aree soggette a velocità limitata. Zone 30</em>”,<strong> ha stabilito di delimitare le aree soggette a velocità limitata a 30 km/h</strong> e ciò<em><strong> ai sensi del’art. 7 del C.d.S., D. Lgs. 30.04.1992, n. 285</strong></em>, secondo cui (comma 9)<em> i Comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull&#8217;ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio</em> (non tutto il comma 9. è riportato nella delibera), ed ha determinato, allo scopo, <strong>di suddividere in nove (9) zone il territorio cittadino</strong>;</p>
<p><strong>ii.</strong> che, di fatto, tale provvedimento di carattere generale ha reso <strong>praticamente tutta la città <em>“zona 30”,</em></strong> fatte salve alcune eccezioni (zona industriale ed alcune strade principali),<strong> tanto che, per delimitare i confini delle 9 “<em>zone 30</em>”, sono state utilizzate le strade rimaste soggette al limite dei 50 all’ora</strong>;</p>
<p><strong>iii. </strong>che<strong> l’art. 7 del C.d.S</strong>, cit., dà competenza alla Giunta Comunale di <em>delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato</em> (né le une, né le altre sono <em>zone 30</em>),<em> nonché</em> <strong>LE ZONE DI PARTICOLARE RILEVANZA URBANISTICA</strong>, ossia di individuare &#8211; perimetrandole &#8211; delle eccezioni limitate rispetto al territorio comunale (tant’è che l’art. 7 cit. <strong>non considera</strong> l’eventualità di <em>delimitare</em> in tal senso<strong> tutta una città</strong> e letteralmente usa il plurale “zone”);</p>
<p><strong>iv.</strong> che l’art. 142 del Codice della Strada stabilisce, al comma 1.: “<em><strong>Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana</strong> la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade, i 110 km/h per le strade extraurbane principali, i 90 km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane locali, ed<strong> i 50 km/h per le strade nei centri abitati, con la possibilità di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per le strade urbane</strong> le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali</em>”, di tal che,<strong> il regime normale, ordinario</strong>, esteso a tutt’Italia, della velocità veicolare nelle strade urbane<strong> è di 50 km/h</strong>;</p>
<p><strong>v.</strong> che, stabilito il principio generale, il C.d.S. prevede anche la possibilità di eccezione ed il comma 2. dell’art. 142 cit., recita infatti: “2. <strong><em>Entro i limiti massimi suddetti, gli enti proprietari della strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità minimi e limiti di velocità massimi, diversi da quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti di strada quando l’applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma 1 renda opportuna la determinazione di limiti diversi, seguendo le direttive che saranno impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti</em></strong>.”;</p>
<p><strong>vi</strong>. che tale facoltà dev’essere esercitata con <strong>precisa motivazione</strong> a supporto della <strong>deroga</strong> al criterio generale e <strong>secondo le direttive</strong> impartite dal Ministro dei Trasporti;</p>
<p><strong>vii</strong>. che, invero, il cit. comma 2., seconda parte del predetto art. 142 C.d.S. stabilisce altresì: “<strong><em>Gli enti proprietari della strada hanno l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può modificare i provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1</em></strong>.”;</p>
<p><strong>viii</strong>. che, in logica conseguenza e corretta applicazione ermeneutica:</p>
<p>1) le<strong> eccezioni</strong> all’art. 142, 1° comma CdS, devono riguardare <strong>alcune zone</strong>, previamente individuate dalla Giunta Comunale, e<strong> non un’intiera città, neppure<em> de facto</em></strong>;</p>
<p>2) i limiti minimi possono essere diminuiti<em> in <strong>determinate</strong> strade e <strong>tratti </strong>di strada e secondo le<strong> direttive</strong> del Ministero</em>: <em>strade</em> e <em>tratti di strada</em> non sono assimilabili all’intiero (o pressoché intiero)<strong> apparato stradale di una città</strong>; in ogni caso, occorre adeguarsi alle direttive del Ministero, gerarchicamente superiore;</p>
<p>3) i provvedimenti derogatòri dei<strong> limiti generali ordinari</strong> hanno una portata temporale<strong> limitata</strong>, poiché gli enti proprietari della strada hanno l’obbligo di adeguare tempestivamente i limiti di velocità al venir meno delle cause che hanno indotto a disporre limiti particolari: si tratta, quindi, di <strong>eccezioni</strong>, che devono essere rigorosamente motivate caso per caso e non con generiche ragioni di sicurezza o di coerenza con il proprio programma elettorale (come si legge nell’ordinanza <em>de qua</em>);</p>
<p><strong>ix</strong>. che l’art. 343 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del C.d.S. prevede<em> limitazioni temporanee di velocità</em>, con riferimento all’art. 142 del C.d.S.: “1.<em><strong> In prossimità di scuole, istituti, campi sportivi, o quando si svolgono manifestazioni varie, possono essere imposti su una strada o parte di essa,</strong> a cura dell&#8217;ente proprietario<strong>, limiti temporanei di velocità per tutto il periodo o i periodi di tempo della giornata, nei quali tale limitazione sia ritenuta necessaria ai fini della sicurezza della circolazione. L&#8217;imposizione di questi limiti deve essere portata a conoscenza dei conducenti mediante i prescritti segnali</strong></em>”, sicché è consentito solo temporaneamente e per occasioni particolari limitare la velocità, poiché l’eccezione rientra nel campo eventi speciali, bisognosi di temporanei provvedimenti<em> ad hoc</em>.</p>
<p><strong>x.</strong> che, pertanto, la delibera n. 90 del 14 aprile 2010 della Giunta Comunale appare affetta dai vizi di<strong> incompetenza, eccesso e sviamento di potere e di violazione di legge</strong>, laddove attribuisce alla Giunta stessa il potere (che non ha) di estendere di fatto e sostanzialmente all’intero territorio cittadino la qualificazione di <em>ZONE di particolare rilevanza urbanistica</em> (anzi: <strong>zone 30</strong>) come necessario presupposto per l’applicazione del regime delle <em>zone 30</em>.</p>
<p><strong>xi.</strong> che, in effetti, nel punto 1. dispositivo della deliberazione in esame, la Giunta dichiara esplicitamente di <em>delimitare le aree soggette a velocità limitata ai sensi e per gli ef-fetti dell’art. 7 del C.d.S</em>., così rivelando il <strong>vero scopo</strong> della deliberazione stessa, che nulla ha a che fare con la norma cui viene messa in relazione: questa parla, infatti, di “<em>aree pedonali e zone a traffico limitato e altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono e</em><em>sigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8</em>”;</p>
<p><strong>xii.</strong> che il <strong>cit. comma 8</strong> è di questo letterale tenore: “<em>zone definite a norma dell&#8217;art. 3 «<strong>area pedonale</strong>» e «<strong>zona a traffico limitato</strong>», nonché per quelle definite «A» dall&#8217;art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico</em>”;</p>
<p><strong>xiii</strong>. che la norma erroneamente invocata parla <strong>sempre al plurale di <em>zone</em> che abbiano peculiari caratteristiche, talmente evidenti da richiedere provvedimenti eccezionali</strong>;</p>
<p><strong>xiv</strong>. che non sono tali interi quartieri della città, ove si ravvisano caratteristiche <strong>disomogenee </strong>per la destinazione urbanistica (residenziale, commerciale, produttiva, pubblica, ecc.), per il calibro e la conformazione delle strade, per la frequentazione e l’affollamento, sicché, anche se surrettiziamente<strong> si è frammentato il territorio cittadino in 9 zone, appare evidente che, di fatto, è la città nel suo complesso ad essere stata unitariamente considerata <em>zona di particolare rilevanza urbanistica</em></strong>;</p>
<p><strong>xv</strong>. che siffatta interpretazione inammissibile della normativa ha lo scopo di <strong>eludere la norma (il C.d.S.) che, come atto avente forza di legge, è dotato di forza imperativa e non può essere scavalcato da un mero atto amministrativo di organo gerarchicamente inferiore, qual è la Giunta Comunale</strong>;</p>
<p><strong>xvi</strong>. che le <strong>ordinanze dirigenziali</strong> del 14 aprile 2011, conseguenti, connesse ed applicative della deliberazione della Giunta Comunale <em>de qua</em> sono inevitabilmente <strong>affette dagli stessi vizi</strong> di incompetenza, eccesso e sviamento di potere e di violazione di legge, poiché danno esecuzione ad una delibera giuntale illegittima e sono prodromici di provvedimenti di carattere generale e non eccezionalmente temporaneo derogativo della legge;</p>
<p><strong>xvii</strong>. che, in propòsito, la<strong> Corte Costituzionale</strong>, con la sentenza n. 115 del <strong>4 aprile 2011</strong>, ha posto princìpi costituzionali precisi in materia di potere di ordinanza (sindacale e/o di competenza dirigenziale, aventi lo stesso effetto) ed ha ribadito che:</p>
<p>1) <em>deroghe alla normativa primaria, da parte delle autorità amministrative munite di potere di ordinanza, sono consentite <strong>solo se «temporalmente delimitate»</strong> (</em>ex plurimis<em>, sentenze n. 127 del 1995, n. 418 del 1992, n. 32 del 1991, n. 617 del 1987, n. 8 del 1956) e, comunque, nei limiti della «concreta situazione di fatto che si tratta di fronteggiare» (sentenza n. 4 del 1977);</em></p>
<p>2) in ogni conferimento di poteri amministrativi sia osservato <strong><em>il principio di legalità sostanziale, posto a base dello Stato di diritto.</em></strong> <em>Tale principio non consente «l’assoluta indeterminatezza» del potere conferito dalla legge ad una autorità amministrativa, </em><em>che produce l’effetto di attribuire, in pratica, una «totale libertà» al soggetto od organo investito della funzione (</em>sentenza n. 307 del 2003; in senso conforme, ex plurimis, sentenze n. 32 del 2009 e n. 150 del 1982<em>). Non è sufficiente che il potere sia finalizzato dalla legge alla tutela di un bene o di un valore, ma è indispensabile che il suo esercizio sia determinato nel contenuto e nelle modalità, in modo da mantenere costantemente una, pur elastica, copertura legislativa dell’azione amministrativa</em>;</p>
<p>3) i provvedimenti amministrativi che incidono sulla <em><strong>sfera generale di libertà dei singoli e delle comunità amministrate, ponendo prescrizioni di comporta-mento, divieti, obblighi di fare e di non fare, che, pur indirizzati alla tutela di beni pubblici importanti, impongono comunque, in maggiore o minore misura, restrizioni ai soggetti considerati</strong></em>, devono essere conformi all’ordinamento superiore. Infatti,<em> <strong>la Costituzione italiana, ispirata ai principi fondamentali della legalità e della democraticità, richiede che nessuna prestazione, personale o patrimoniale, possa essere imposta, se non in base alla legge (art. 23 Cost.);</strong></em></p>
<p>4) la mera discrezionalità amministrativa (politico-amministrativa) slegata dalla gerarchia delle norme <em><strong>vìola la riserva di legge relativa, di cui all’art. 23 Cost., in quanto non prevede una qualunque delimitazione della discrezionalità ammini-strativa in un àmbito, quello della imposizione di comportamenti, che rientra nella generale sfera di libertà dei consociati. Questi ultimi sono tenuti, secondo un principio supremo dello Stato di diritto, a sottostare soltanto agli obblighi di fare, di non fare o di dare previsti in via generale dalla legge</strong></em> (nel caso di specie, il Codice della Strada);</p>
<p><strong>xviii</strong>. che la delibera n. 90 del 14 aprile 2010 della Giunta Municipale, intitolata “<em>provvedimenti di moderazione del traffico. Delimitazione delle aree soggette a velocità limita-ta. Zone 30</em>” ha dunque<strong> invaso il campo delle competenze e delle attribuzioni di altri organi</strong>, il Parlamento e la riserva di legge;</p>
<p><strong>xix</strong>. che <strong>le leggi sono provvedimenti di carattere generale</strong>, come il Codice della Strada, di tal che, se ogni Comune fosse libero di imporre le proprie regole, avremmo in Italia non una disciplina stradale coerente ed unitaria, ma una <strong>giungla normativo-municipale</strong> irrazionale e scoordinata; più di 8.100 ordinamenti speciali (tanti sono i Comuni italiani), con infinite varianti sui limiti di velocità;</p>
<p><strong>xx.</strong> che, sulla base della deliberazione <em>de qua</em> e dei provvedimenti dirigenziali attuativi sono state <strong>elevate contravvenzioni</strong> a carico di cittadini che, alla guida dei loro autoveicoli, hanno superato la velocità di km. 30 orari (più il 5% di tolleranza), laddove il limite sarebbe dovuto essere quello ordinario per le strade urbane stabilito dall’art. 142, 1° com. del Codice della Strada in 50 km. orari;</p>
<p><strong>considerato</strong></p>
<p>che <strong>è doveroso</strong> per ogni organo amministrativo provvedere senza indugio a revocare e/o emendare,<strong> in sede di autotutela</strong>, i propri provvedimenti affetti da illegittimità, unitamente a tutti gli atti conseguenti e connessi;</p>
<p><strong><em>ciò premesso</em></strong></p>
<p><strong>Il Consiglio Comunale</strong></p>
<p>con voti favorevoli n. (………………………), espressi nei modi di legge, astenuti i Si-gnori ………………………., contrari i Signori …………………………………….. su n. .. (………………….) Consiglieri presenti</p>
<p><strong>D E L I B E R A</strong></p>
<p><strong>1. di approvare</strong> il testo della presente mozione, come da paragrafi i.-xx. della premessa e, <strong>conseguentemente</strong>, di <strong>impegnare</strong> il Sindaco e la Giunta Municipale, ciascuno nelle rispettive competenze, a tradurre il testo della presente mozione in una deliberazione della Giunta Comunale di <strong>revoca della delibera n. 90 del 14 aprile 2010 della Giunta Municipale e di tutti gli atti e provvedimenti conseguenti e connessi</strong>, entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data odierna;</p>
<p><strong>2.</strong> <strong>di impegnare</strong> il Sindaco, la Giunta Municipale, il Dirigente della Polizia Locale ed ogni funzionario aventene competenza, ciascuno nelle rispettive attribuzioni e con appòsiti provvedimenti, <strong>a revocare ed annullare</strong>, in sede di autotutela,<strong> i processi verbali di contestazione di contravvenzione al limite di velocità di 30 km. orari (più 5% di tolleranza)</strong> redatti nei confronti di chiunque durante la vigenza della delibera n. 90 del 14 aprile 2010 della Giunta Municipale e di tutti gli atti e provvedimenti conseguenti e connessi, <strong>nonché di dichiarare nulle e/o annullare le sanzioni pecuniarie connesse e l’eventuale decurtazione dei punti dalla patente, disponendo la restituzione agli aventi diritto delle sanzioni già pagate</strong>, entro il termine perentorio di giorni sessanta dalla data odierna;</p>
<p><strong>3. di impegnare</strong> il Sindaco, la Giunta Municipale, con l’ausilio della <strong>Commissione Territorio</strong>, a presentare al Consiglio Comunale una <strong>proposta di deliberazione</strong> avente ad oggetto l’istituzione nel Comune di Saronno di <strong>alcune ben circoscritte “<em>Zone 30</em>”,</strong> in cui il limite di velocità per i veicoli sia fissato a 30 km. all’ora <strong>esclusivamente</strong> nei pressi di <strong>luoghi sensibili</strong>, come (ma non tassativamente) scuole, asili d’infanzia, chiese, ospedale, municipio, cimiteri, centri sportivi e <strong>limitatamente</strong> agli orari ritenuti più utili per la migliore sicurezza della popolazione;</p>
<p><strong>4. di dare comunicazione</strong> della presente mozione ai Cittadini mediante pubblicazione sulla stampa comunale e sul sito istituzionale del Comune entro il termine perentorio di giorni quindici dalla data odierna.</p>
<p>Successivamente, con voti favorevoli n. (………………………), espressi nei modi di legge, astenuti i Signori ………………………., contrari i Signori …………………………………….. su n. .. (………………….) Consiglieri presenti,</p>
<p><strong>il Consiglio Comunale</strong></p>
<p><strong>5. dichiara</strong> la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi e per gli effetti dell’art. 134, 4° comma del cit. D. Lgs. 18.08.2000, n. 267, per evidenti motivi d’urgenza.</p>
<p>Con ossequio.</p>
<p>Saronno, li 1° settembre 2011.</p>
<p><strong><em>Avv. Prof. Pierluigi Gilli</em></strong></p>
<p><em>Capogruppo di “Unione Italiana”</em></p>
<p><strong><em>Rag. Pierluigi Bendini</em></strong></p>
<p><em>Consigliere Comunale di “Unione Italiana”</em></p>
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