Unione Italiana Saronno

Impregilo e Astaldi in corsa per la autostrada che collegherà Libia ed Egitto

Scrive “Il Sole 24 ore” del 13 agosto 2010:

“Entra nel vivo la gara per la costruzione della mega-autostrada da tre miliardi di dollari che attraverserà il litorale libico dalla Tunisia all’Egitto per 1.700 chilometri. Nei giorni scorsi é stato pubblicato il bando che invita le imprese a presentare manifestazioni di interesse entro il 20 agosto e tutti i grandi gruppi italiani attivi nel settore delle infrastrutture si stanno preparando.

Alla fase di prequalifica, secondo quanto risulta all’agenzia Radiocor, parteciperanno la cordata formata da Impregilo e Cmc di Ravenna, il consorzio fra Astaldi, Toto, Grandi Lavori Fincosit e Ghella, il gruppo Condotte. Alla finestra al momento il gruppo Salini-Todini, Pizzarotti, Cmb di Carpi, il gruppo Gavio tramite Itinera e diverse realtà del mondo cooperativo. Si tratta solo di soggetti italiani dal momento che la gara é riservata a loro. L’opera é prevista dal trattato di amicizia siglato nel 2008 fra Berlusconi e Gheddafi in base al quale l’Italia si impegna a pagare 5 miliardi di dollari alla Libia come riparazione per i danni di guerra.

I contorni della gara restano ancora sfumati e le imprese di costruzioni sono state costrette a un superlavoro nel periodo agostano dal momento che il bando di gara é stato pubblicato solo pochi giorni fa. Il progetto, ancora da definire nei dettagli, prevede la realizzazione di una superstrada di quattro corsie, più le due di emergenza, che collegherà la Tunisia all’Egitto, da Rass Ajdir a Imsaad. La gara è gestita direttamente dalla Libia tramite l’Ufficio popolare della gran Giamahiria araba libica popolare socialista che ha pubblicato il bando su internet.

Tuttavia, come precisa il documento, «le opere saranno finanziate integralmente dallo Stato Italiano». Potranno partecipare consorzi e imprese italiane che abbiano realizzato opere per più di un miliardo di dollari negli scorsi cinque anni e che abbiano realizzato almeno un’opera nel settore delle infrastrutture di trasporto da non meno di 300 milioni. Dell’autostrada si parlava da tempo. Nel 2008, nell’ambito delle trattative con il governo libico per fermare l’immigrazione clandestina dalle coste africane, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il colonnello Muammar al-Gheddafi hanno siglato un trattato di amicizia che prevede una quota di risarcimento dall’Italia alla Libia per 5 miliardi di dollari da distribuire nell’arco di vent’anni.

Di questi, tre miliardi saranno dedicati alla costruzione dell’autostrada che, come previsto dagli accordi, sarà costruita soltanto dalle imprese italiane. Altri 300 milioni andranno a Selex Sistemi Integrati, del gruppo Finmeccanica, per la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche. A fronte degli investimenti pagati dallo Stato Italiano in Libia, negli ultimi mesi non sono mancate importanti operazioni condotte dalle autorità libiche in Italia. Solo due settimane fa, ad esempio, gli azionisti libici di UniCredit si erano rafforzati con un ulteriore 2% portandosi a ridosso del 7 per cento.”

Oramai, purtroppo, abbiamo siglato l’accordo per risarcire la Libia per i danni di guerra con 5 miliardi, erano tempi di vacche grasse e Berlusconi si compiaceva della sua politica internazionale e africana…quasi colonialista…..
Ma oggi ce le possiamo permettere ancora queste opere? Siamo felici che almeno i soldi vadano a imprese italiane, ma in Italia si raschia il fondo del barile per finire infrastrutture che i cittadini attendono da anni…una su tutte? la Salerno-Reggio Calabria.
 I comuni faticano a tenere in piedi le strade che hanno e ci permettiamo il lusso di costruire a nostre spese una autostrada di 1700 chilometri tra Libia ed Egitto? forse dovremmo cospargerci il capo di cenere e dire ai nostri amici libici di aspettare tempi migliori, oggi L’italia certe cose non se le può permettere, permetterle significa infischiarsene dei cittadini che stanno tirano la cinghia per servizi che presto saranno più scarsi e a pagamento.

fonte: “Il sole 24 ore” del 13 agosto 2010

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